punti fermi

punti fermi

Ne ho pochi di punti fermi, pochissimi.

L’inizio della relazione con Agnese mi ha messa di fronte ad uno stato di fatto che non mi è stato più possibile ignorare. Perchè non voglio. Nessuno mi impedisce di ignorare la mia omosessualità, in fondo l’ho fatto per 10 anni. Ma non voglio. Non voglio più. E questo è un punto fermo. Forse l’unico veramente fermo. Sono omosessuale. Sono lesbica. Non provo attrazione alcuna per il sesso maschile. Tutto il resto sono dettagli.

Per il resto… è tutto un non so. Avete presente i questionari a risposta multipla? a)… b)… c) non so

Nel mio questionario la quasi totalità delle risposte è c)non so.

E’ un po’ strano. Per me che ho sempre saputo tutto…o quasi. Adesso non lo so. E visto che non lo so, non prendo iniziative, non assecondo. Sono cauta, osservo. Osservo me stessa, come mi sento.

Ieri ho letto un articolo che mi ha molto colpita. E’ questo: https://www.pollicinoeraungrande.it/2017/12/28/mi-regalo-un-domani-tutto-mio/

Forse tutto questo è un dono, o almeno voglio provare a considerarlo come tale. Sono sola, e questo è un dono, perchè mi consente di fare scelte che sono solo mie. Mi sento libera, non sola; forse perchè la solitudine per me è sempre stato un dono. La solitudine per scelta, perchè io non sono sola. Ho il dono di essere amata, amata davvero. Da mio figlio, da Edward, dalla mia famiglia, dai miei amici più cari, da Nina. E questo è un dono.

Sento di non essere responsabile per ciò che accade alle persone che amo. E questo mi fa sentire libera. Forse per questo rifuggo i legami, perchè voglio continuare a sentirmi libera. Non voglio sentirmi responsabile per gli altri, perchè ognuno è padrone della propria vita e io sono responsabile solo per la mia.

In questo anno, il dolore è stato il mio compagno più fedele; la morte di mio padre, la fine di un amore durato 16 anni, la partenza di Edward, un grosso guaio a lavoro. Eppure sono ancora in piedi e di tanto in tanto riesco ancora a sfoggiare il mio sorriso. Forse dovrei considerare questo mio compagno, il dolore, come un dono? No, questo no; questo è troppo anche per me, che sono un’inguaribile ottimista. Ho capito che devo crescere. E per crescere intendo che devo trovare il modo di andare avanti, o meglio, di progredire, evolvere. Questo ho capito leggendo l’articolo.

Intanto so che devo lavorare sul “controllo”. Katia devi lavorare sul fatto che non puoi avere tutto sotto controllo. Katia devi perdere il controllo. Come si fa? Non lo so. Mi informerò e imparerò. Come ho imparato tante altre cose. Chiederò aiuto a chi sa come si fa. Ho imparato che si può chiedere aiuto, ho imparato che si può anche essere aiutati, non solo aiutare; ma ho imparato anche che l’aiuto non posso chiederlo a chiunque, perchè c’è anche chi l’aiuto non vuole dartelo. C’è anche chi, nel momento in cui riceve la tua richiesta di aiuto, vede la tua debolezza e ne approfitta per affossarti, per finirti. Proprio come ha fatto Agnese. E forse questo è un dono: Agnese mi ha dato la possibilità di vederla per ciò che veramente è, per smettere di idealizzarla, per capire che i sogni sono sogni e non sono realtà. Però questo devo superarlo.

Quindi inizio ad eliminare 2 “non so” dal mio questionario:

a) lavorare sul “controllo”

b) andare oltre – davvero – Agnese

buon 2018

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2 risposte a "punti fermi"

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